sabato 12 novembre 2011

Udinese, per Pozzo la situazione dello stadio è al limite


UDINE - Pozzo dice che l’operazione-stadio per lui è arrivata al limite. E subito si scatenano le reazioni. A scaldare l’atmosfera politica, a pochi giorni dal voto sulle linee guida per la concessione del diritto di superficie dello stadio, è un intervento dell’azionista di riferimento dell’Udinese pubblicato sul sito www.udinese.it. Giampaolo Pozzo dice: «Voglio sottolineare come, per me, l’operazione stadio "Friuli" sia arrivata al limite: la corda, per quanto mi riguarda, è già tesissima. Per questa proposta sono stato etichettato come una sorta di "ricco scemo" – non tanto ricco in realtà – che getta al vento il proprio denaro, mentre altri, più indulgenti, mi hanno dato del benefattore. In ogni caso il concetto non cambia: non abbiamo intenzione di investire un euro in più di quanto abbiamo già negoziato. Sarà indetta una gara pubblica d’appalto pertanto se non sarà Pozzo a vincerla ci sarà qualcun altro. L’operazione non ha nulla a che fare con quella realizzata a Torino dove parallelamente alla costruzione dell’impianto esiste una lucrosa operazione commerciale che a Udine è assente». E ancora: «Vorrei ricordare un’operazione analoga del recente passato: Venezia. Qui si è tirata la corda talmente tanto da riuscire a stancare Zamparini che si è trasferito a Palermo. Credo che lui abbia fatto un buon affare, ma la città di Venezia ha detto addio al calcio ad alti livelli. Invito tutti, quindi, a riflettere sull’accaduto...». Le parole di Pozzo hanno messo frecce all’arco di Bertossi (Api) ,intervenuto in commissione. L’attenzione dei centristi si è concentrata sulla parola «negoziato». «Non mi sembra il momento degli ultimatum - dice Piergiorgio Bertoli (Udc) -. Mi sembra il momento in cui si debba ragionare assieme, se c’è la volontà comune di realizzare uno stadio più moderno. Se il signor Pozzo ha negoziato con qualcuno farebbe anche bene a spiegarci con chi». «Non credo che Pozzo abbia usato quel termine - dice Agostino Maio (Pd) -, forse potrebbe essere stato riportato male nel comunicato. «Negoziato» è un termine scorretto e comunque assolutamente non mi pare che corrisponda al dato». Il direttore dell’Udinese, Alberto Rigotto replica: «Sono dei "dimenticoni" perché dimenticano che fino a quando la Corte dei conti non ha emesso il suo parere, l’Udinese ha negoziato con il Comune tutte le clausole che avrebbero portato ad una concessione diretta. Il negoziato allora c’è stato: Bertoli e Bertossi lo sanno perfettamente. Dimenticano tutti, anche Maio. Fino a quel parere la negoziazione c’è stata, tutto è stato fatto alla luce del sole».
Il Gazzettino

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