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lunedì 4 novembre 2013

Apertura di nigth club tra scia e regolamenti



Le novità introdotte dal Decreto legge. La legge di conversione del decreto legge c.d. "Valore Cultura" (d.l. 08.08.2013, n. 91 – conv. con mod. dalla l. 07.10.2013, n. 112 , in G.U. 08.10.2013 n. 236) ha aggiunto alcuni periodi alle disposizioni degli artt. 68, c. 1, 69, c. 1, e 71, c. 1, del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (relative alle licenze per spettacoli e trattenimenti pubblici), prevedendo, per quanto qui interessa, che:- "Per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio, la licenza è sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività di cui all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, presentata allo sportello unico per le attività produttive o ufficio analogo" (art. 68, c. 1, e 69, c. 1, del TULPS).
Tali attività, quindi, potranno "essere iniziat(e) dalla data di presentazione della presentazione" della s.c.i.a. corredata dalle dichiarazioni, attestazioni, asseverazioni ed elaborati tecnici richiesti dalla normativa di settore (art. 19 l. 241/1990).
La normativa in materia di orario delle attività di intrattenimento e spettacolo. Nei night club (ed esercizi similari) accanto all'intrattenimento si svolge 
solitamente anche un'attività di somministrazione di alimenti e bevande disciplinata dalla l. 287/1991 e ss.mm.ii. In particolare, se l'attività di svago è prevalente rispetto a quella di somministrazione si applica l'art. 3, c. 6, lett. d), l. cit.; nel caso inverso, invece, trova applicazione l'art. 5, c. 1, lett. c), l .cit. Relativamente a tali esercizi il d.l. 6 settembre 2011, n. 201 (c.d. "Salva Italia") ha vietato, così come chiarito dalla Circ. 08.05.2012 del Ministero dello sviluppo economico, l'imposizione di un vincolo di orario qualora l'attività rientri in quelle previste dall' art. 5 c. 1, lett. c), l .cit.
L'applicazione concreta della normativa. Nei casi sottoposti invece all'art. 3, c. 6, lett. d), l. cit. i Comuni possono tuttora applicare delle restrizioni di orario; restrizioni che, però, di regola consentono a chi abbia ottenuto la licenza (ex art. 68 del T.U.L.P.S.) di esercitare l'attività anche fino le cinque del mattino. Qualora, invece, l'esercente ricorresse alla s.c.i.a. dovrebbe concludere l'attività entro le ore 24 del giorno di inizio; circostanza che non renderebbe economicamente conveniente tale scelta. D'altronde, dalle comunicazioni degli orari di apertura trasmesse dagli esercenti ai Comuni si nota come l'attività dei night club (e similari) venga espletata per circa cinque-sei ore a partire generalmente dalle ore ventidue. Pertanto, è plausibile ritenere che il ricorso alla s.c.i.a. avverrà, salvo casi sporadici, solo per altre tipologie di eventi.
Si sottolinea, inoltre, che in ogni caso sarà sempre necessario verificare la compatibilità dell'evento con i regolamenti condominiali.
I limiti previsti dal regolamento di condominio. È un dato ormai acquisito: il regolamento di condominio può contenere espressamente dei vincoli alla utilizzazione delle proprietà esclusive, prevedendo dei limiti alle destinazioni d'uso. Questa è una prerogativa qualificante solo per le clausole contenute nel regolamento contrattuale, che per essere valide, avranno bisogno di una preventiva accettazione da parte di tutti i condomini. La legittimità e vincolatività di tali clausole è stata prevista dalla giurisprudenza. Per esempio la Corte di Cassazione con sentenza n.1195 del 1992 ha considerato "valide le clausole contenute in un regolamento che vietava l'adibizione degli appartamenti ad attività rumorose ed insalubri". Precedentemente, lo stesso ente giudicante, aveva stabilito che "l'amministratore di condominio è legittimato a fare valere in giudizio, a norma degli art. 1130 n. 1 e 1131 c.c., le norme del regolamento condominiale, anche se si tratta di clausole che disciplinano l'uso delle parti del fabbricato di proprietà individuale, purché siano rivolte a tutelare l'interesse generale al decoro, alla tranquillità ed all'abitabilità dell'intero edificio". Nel caso di specie un condomino aveva destinato a discoteca e sala da ballo i locali seminterrati di sua proprietà esclusiva che, a termini di regolamento, dovevano essere adibiti a magazzino. (Cass. sentenza n. 397/1989). Quindi la forma contrattuale del regolamento può anche limitare i diritti soggettivi dei singoli condomini (per una ampia casistica si rinvia tra le tante a: Cass., 31 luglio 2009 n. 17886 in tema di divieto di uso alberghiero; Cass., 07 gennaio 1992 in tema di divieto di adibire i locali del fabbricato condominiale ad esercizio di ristorante).
Installazione di un night club in un edificio condominiale. Passando ad analizzare il caso di specie, il condominio può far valere il suo "veto" richiamando le clausole contenute nel regolamento condominiale. Ovviamente si tratta di accertare se tale tipologia di locale rientra nell'elenco dei divieti previsti dal medesimo regolamento. Su questo punto la giurisprudenza ha precisato che tali divieti e limiti possono essere formulati mediante una elencazione analitica delle attività vietate, oppure tramite un elenco di pregiudizi che si intendono evitare (cfr. Cass. n. 4554 del 1986; Cass. n.1131 del 1985; Tribunale di Pordenone 7 gennaio 1988). Quindi si potrebbe escludere l'adibizione degli appartamenti o dei locali siti a pian terreno a sale da ballo, autorimesse, sale giochi (alcuni Tribunali hanno anche analizzato casi in cui alcuni regolamenti di condominio vietavano l'apertura di case di prostituzione: Tribunale di Torino 5 marzo 1964).
La redazione della clausole. Considerato quanto brevemente detto nel regolamento contrattuale potremmo trovare le seguenti clausole: è fatto espresso divieto ai condomini di destinare, direttamente o indirettamente, le unità immobiliari di proprietà esclusiva, ai seguenti usi, destinazioni o attività: sale da ballo, sale da giochi, night club o equivalenti;
oppure: è fatto espresso divieto ai condomini di destinare, direttamente o indirettamente, le unità immobiliari di proprietà esclusiva, ad una utilizzazione diversa dalla civile abitazione
.
Ovviamente queste limitazioni, se da un lato assicurano una certa tranquillità, dall'altro incideranno negativamente sul valore commerciale dell'immobile stesso in quanto impattano fortemente suidiritti dei singoli proprietari, i quali valuteranno attentamente il contenuto del regolamento prima di eventuali acquisti di singole unità immobiliari.
Avv. Gian Luca Ballabio
Dott. Ivan Meo
16/10/2013

venerdì 5 luglio 2013

Porno con Sara Tommasi due arresti per abusi sessuali

"Drogarono Sara Tommasi per un porno"
Due arresti a Salerno: abusi sessuali

"Drogarono Sara Tommasi per un porno" Due arresti a Salerno: abusi sessualiSono i produttori del film "Confessioni private", realizzato in un albergo di Buccino. Alla showgirl sarebbe stata fatta assumere cocaina per convincerla. Era stata lei stessa a denunciarli, e le intercettazioni confermano



Due persone, il produttore e l'organizzatore del film hard "Confessioni private", sono stati arrestati dai carabinieri di Salerno su mandato del gip perché responsabili di abusi sessuali verso la showgirl Sara Tommasi con l'aggravante di averle fatto assumere cocaina. 

Secondo le indagini dell'Arma, l'incontro tra la showgirl e i due arrestati era stato concordato per la realizzazione di un calendario fotografico. Poi, approfittando dell'evidente stato di alterazione psicologica della Tommasi, la decisione di girare una pellicola hard, costringendola a subire e fare atti sessuali con attori in un albergo di Buccino.

Nell'inchiesta, in cui si procede per violenza sessuale di gruppo aggravata, figurano altri due indagati. Sara Tommasi, tre giorni dopo le riprese ottenute anche somministrandole cocaina, si è recata in caserma dai carabinieri denunciando di essere stata drogata e costretta a girare un film hard. La pellicola è stata sequestrata.

Nell'indagine, anche le testimonianze dirette conoscenti della Tommasi sullo stato di salute della showgirl.

Sara Tommasi drogata per girare un porno:
arrestate due persone, altri tre indagati


SALERNO - Quando Sara Tommasi, showgirl con laurea in Economia alla Bocconi recentemente convertitasi al genere porno, girò nel settembre del 2012 il film hard «Confessioni private», era stata drogata e indotta a girare scene hard approfittando del suo stato di instabilità psicologica. Questa la tesi alla base dell'inchiesta della procura di Salerno che ha portato all'arresto di due produttori del film, due uomini di 39 e 35 anni domiciliati a Roma e Milano, accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti della showgirl 32enne. I due sono stati arrestati dai carabinieri a Roma e nella zona dei castelli romani, a Velletri.
IN UN ALBERGO A BUCCINO - Violenza sessuale di gruppo aggravata, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti le accuse per i fatti che risalgono al settembre del 2012, quando in un albergo di Buccino (Salerno) fu allestito il set cinematografico per girare la pellicola hard con protagonista la show-girl. L'intera troupe prese alloggio in quell'albergo nei primi giorni di settembre, quando la struttura ospitava pochissimi clienti. Finito di girare, la showgirl scelse il ricovero in una clinica romana per curare la depressione di cui soffriva «Non voglio fare la fine di Amy Whinehouse (la cantante britannica morta prematuramente, ndr)» dichiarò all'uscita rendendo pubblica la cosa.
LA DENUNCIA - A novembre dello scorso anno la decisione di recarsi negli uffici della procura di Salerno per denunciare di essere stata drogata e di aver dovuto subire una vera e propria violenza in quell'albergo: dopo la denuncia la pellicola fu sequestrata nei primi giorni di dicembre dai pm salernitani. Sara Tommasi - è la tesa degli accusatori - sarebbe stata indotta, sotto l'effetto della cocaina, a girare scene hard con altri attori, approfittando dello stato psicologico che stava vivendo in quel momento e nonostante le precarie condizioni fisiche.
ALTRI TRE INDAGATI - Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Eboli (Salerno), e svolte con l'ausilio di intercettazioni telefoniche, riscontri oggettivi e documenti acquisiti, puntano a evidenziare il ruolo svolto dagli indagati nel convincere la showgirl ad assumere a più riprese la cocaina e a subire e compiere atti sessuali. Nello stesso procedimento risultano indagate in stato di libertà anche altre tre persone che presero parte al film che è stato intanto sequestrato.


mercoledì 9 gennaio 2013



 MONTI E LA MOSSA

CONTRO BERSANI



Mario Monti candiderà in Lombardia Albertini, capolista al Senato e al Pirellone. In questo modo rende difficile la vittoria del Pd a palazzo Madama (e aiuta Berlusconi...) 


Romano Prodi, al Corriere, vede il rischio pareggio al Senato come cinque anni fa. "Se nessuno prevale si apre la strada a compromessi..." 


"Monti ormai ha messo in conto la competition, o meglio la sfida aperta col Pd, rifiutando ogni ipotesi di mediazione sulla Lombardia". Chi ha parlato col premier racconta che nelle ultime ore si è consumato lo strappo vero tra Mario Monti e Pierluigi Bersani. Che passa dalla Lombardia. Dove Gabriele Albertini sarà capolista al Senato. È più di una tentazione. E l'operazione la sta seguendo direttamente Monti.
L'ex sindaco di Milano sarà candidato a palazzo Madama a capo della lista Monti, ma senza rinunciare alla sua corsa per il Pirellone. Mossa che ha fatto scattare l'allarme rosso nel quartier generale democrat: "Così favorisce Berlusconi". Sondaggi alla mano, l'effetto Monti sulla Lombardia renderebbe più difficile per il centrosinistra la conquista della maggioranza Senato, favorendo un quadro di ingovernabilità. Mai si è registrata tanta tensione tra i piani alti del Pd e il Professore. Bersani aveva fatto sapere che la candidatura di Albertini al Senato equivale per una dichiarazione di guerra: "Se è così, la nostra reazione sarà durissima" trapela dal quartier generale bersaniano.
Monti lo sa, lo ha messo in conto. Come testimonia la sua gestione della partita lombarda. Già, perché la scelta non è stata indolore neanche con i suoi. In molti, a partire dall'ex ministro Riccardi gli avevano consigliato una sorta di equidistanza tra Ambrosoli e Albertini. Per Riccardi, che ha ottimi rapporti sia con Pier Luigi Bersani sia con Giorgio Napolitano, non conveniva puntare troppo su Albertini, che a questo punto ha tutto l'interesse ad aprire le porte anche a pezzi di Pdl in fuga dall'asse Pdl-Lega. E soprattutto sarebbe stato percepito come una rottura col centrosinistra. Per Monti invece non è questo il momento della trattiva. Semmai, è il ragionamento, prima ci si conta e poi si tratta.
Ecco che l'operazione Lombarda nelle ultime ore sta assumendo i contorni della battaglia decisiva. Tra Monti e il Pd. Perché non solo Albertini sarà candidato nellalista Monti al Senato. Ma Monti sarà al suo fianco nella corsa al Pirellone. Tanto che è cambiato l'assetto delle liste che lo sostengono. Con l'obiettivo di politicizzare lo scontro. La lista di Albertini per la regione si chiamerà "Con Albertini per la Lombardia" con il chiaro intento di comunicare il doppio filo che la lega alla lista "Con Monti per l'Italia". E non è un caso che anche in Lombardia la lista dovrebbe essere unica e assorbire tutti i contenitori di appoggio ad Albertini.
In questo quadro si capisce l'accelerazione di questi giorni sulla composizione delle liste montiane al Senato. Quella della Lombardia è praticamente fatta. Almeno nel gruppo di testa. Oltre ad Albertini ci sarà Mario Mauro, che stamattina ha annunciato le sue dimissioni da capogruppo del Pdl in Europa, e il suo abbandono del Pdl. E che è già al lavoro per coinvolgere altri europarlamentari nella sua iniziativa. L'applauso con cui tutti i parlamentari lo hanno salutato stamattina fa capire come abbia molto seguito tra gli eletti italiani nel Ppe. Più di un parlamentare non esclude che la prossima tappa possa essere la creazione di un gruppo montiano, all'interno del Ppe, con la benedizione di Martes. Sempre nelle liste lombarde sicuro anche Benedetto della Vedova, molto stimato dal Professore. E, ovviamente, Pietro Ichino.
Alessandro De Angelis