lunedì 24 ottobre 2011

Maniago, ucciso dall’auto pirata. L’investitore si è costituito

L’uomo, barista di 45 anni di Meduno, ieri mattina si è presentato ai carabinieri
Il legale: «Non ricorda che cosa è accaduto». Denunciato per omicidio colposo

Si è costituito il «pirata della strada» che sabato sera ha investito e ucciso il 18enne marocchino Lemnira El Mahdi, travolto all'ingresso di Meduno mentre si trovava in sella alla propria bicicletta. Si tratta di un compaesano della vittima, Dario Bertolo, barista di 45 anni, originario di Villotta di Chions, ma domiciliato, assieme alla propria compagna, a non più di un chilometro di distanza dal luogo della tragedia. Nella tarda mattinata di ieri, l'uomo si è presentato, accompagnato dall'avvocato Antonio Malattia, dai Carabinieri della locale stazione, ammettendo di fronte al comandante ad interim, Angelo Attolico (che era sulle tracce del fuggitivo fin dalla sera prima), le proprie responsabilità, senza tuttavia spiegare dettagliatamente le ragioni del proprio comportamento dopo l'impatto. «Il mio assistito - ha spiegato il legale - stava rientrando a casa dopo aver fatto la spesa settimanale. Afferma di non ricordare bene cosa possa essere accaduto. Ha udito il tonfo, ma ha proseguito, ingnorando di aver travolto una persona. Tuttavia, una volta a casa, è stato sveglio tutta la notte a rimuginare e a piangere. Di prima mattina, si è confidato con la compagna e mi ha contattato immediatamente. È distrutto: ha mille rimorsi e non si dà pace per la fine del povero ragazzo». Da quanto si è appreso, l'uomo avrebbe saputo della morte della persona coinvolta nell'incidente soltanto dalla lettura dei quotidiani. Appena l'automobilista si è presentato in caserma, i militari dell'Arma hanno raggiunto Maniago, dove il 45enne gestisce un esercizio pubblico nei pressi dell'ospedale e hanno preso in consegna il Suv, cioè la Toyota Rav 4 nera ricercata già da sabato notte, dopo che gli investigatori - coordinati dal maresciallo Andrea Nencioni, comandante del Nucleo Radiomobile di Spilimbergo - avevano accertato la provenienza di specchietto retrovisore e paraurti, abbandonati a pochi passi dalla vittima. Il veicolo è sotto sequestro giudiziario. Essendosi presentato entro 24 ore dall'incidente mortale, Bertolo ha evitato il carcere: è stato denunciato a piede libero per omicidio colposo e omissione di soccorso. Tra le tante attestazioni di solidarietà e vicinanza alla famiglia del marocchino anche quella del sindaco di Meduno, Lino Canderan, che ieri mattina ha incontrato la mamma del ragazzo. Quanto alle esequie, il lavaggio della salma, secondo il rito islamico, si svolgerà all'obitorio dell'ospedale di Spilimbergo non appena la Procura concederà il nulla osta alla sepoltura, che si terrà in Marocco.
Il Gazzettino

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