venerdì 28 ottobre 2011

Mappa del libero wi-fi, il federalismo digitale



Tutto è partito dal presidente della provincia di Roma Zingaretti: le adesioni arrivano dai comuni di tutta Italia, senza distinzioni di partito, per dare un servizio ai cittadini
di CLAUDIO GIUA


Il federalismo digitale è stato concepito a Roma a due passi dal Colosseo, dove ha sede la Provincia, il cui presidente Nicola Zingaretti è promotore di Free Wi-Fi Italia. Nasce meno di un anno fa quando il Comune di Venezia decide di sostenere il progetto. E subito fa i primi passi in Sardegna, che dalla presidenza Soru ha ereditato la vocazione all'innovazione. I vantaggi per i cittadini digitali sono immediati e tangibili: se sono iscritti ai servizi wi-fi pubblici della propria zona, ora possono gratuitamente accedere a Internet dagli hot spot di molte città e paesi d'Italia. Con le stesse credenziali (username e password) ovunque.

Com'è di regola nel mondo digitale, tutto è accaduto molto rapidamente Nel programma elettorale del 2008 Zingaretti scrive che la sua amministrazione svilupperà una rete di hot spot wi-fi gratuiti nella capitale e nei centri minori della provincia. Appena insediato, fa partire il piano. Dopo tre anni i luoghi pubblici della provincia di Roma da cui si accede a Internet senza pagare sono 760, con oltre 137 mila iscritti al servizio e un bacino potenziale di milioni di utenti. Gli hot spot sono in gran parte all’aperto, in piazze, vie, aree turistiche, spiagge libere, tribunali, stazioni, musei, ma si stanno via via aggiungendo università, ospedali, scuole superiori e un numero crescente di esercizi, bar, ristoranti, pizzerie. Un eccezionale successo.

E’ il primo passo. Dopo aver verificato che iniziative analoghe sono già partite o in progetto in altre aree del paese, ha l’idea di metterle insieme, federandole. Ne parla con i colleghi amministratori dal Nord al Sud e alcuni aderiscono. Le chiavi di volta sono il riconoscimento e la certificazione reciproci degli utenti dei servizi federati: grazie al dialogo gestito dal nodo di interconnessione del Caspur, da novembre scorso un iscritto al wifi romano che si trova a Venezia o un cagliaritano in trasferta a Roma possono, dagli hot spot locali, accedere alla rete senza doversi registrare, inserendo solo le proprie credenziali.

I primi enti a sposare il federalismo digitale di Free Wi-Fi Italia sono stati il Comune di Venezia e la Regione Sardegna. A Venezia è attiva da due anni, con eccellenti risultati, la rete Cittadinanza Digitale, basata su fibra ottica e wireless. L’isola, invece, ha lanciato un proprio programma chiamato SurfinSardinia, che si basa sull'architettura progettata dalla Provincia di Roma.

Lunedì scorso, Zingaretti era in Toscana a battezzare ufficialmente l’adesione delle provincie di Firenze, Prato, Pistoia e Grosseto, pienamente attive in Free Wi-Fi Italia così come i comuni di Torino e Genova. Altre province e comuni, tra cui Bari, Napoli, Udine, Rosignano, Lamezia Terme, si stanno attrezzando.

Se un'amministrazione locale ha già allestito dei propri hot spot, per aderire deve semplicemente mettersi in contatto con Free Wi-Fi Italia (www.freeitaliawifi.it 1). Se invece non ha ancora un servizio wi-fi, può progettarlo con il kit messo a disposizione dalla Provincia di Roma e poi firmare l’accordo di collaborazione sulla Cittadinanza Digitale, che di fatto significa l’ingresso nella federazione.

Tutto talmente semplice da sembrare banale. Invece, realizzare qualcosa di questo genere in Italia oggi è impresa non da poco. Un’impresa che ci regala un filo di speranza.

Nessun commento:

Posta un commento