venerdì 2 dicembre 2011

"Bastone e carota". Manovra, arriva l’imposta equità Tassate barche e beni di lusso
















Tassa sulle 
barche e i beni di lusso, super Iciper seconde e terze case, aumento delle aliquote Irpef di 2 (ma anche fino a 3) punti per gli scaglioni oggi al 41 e 43%, tagli a sanità e trasporti. Sarebbero queste alcune delle misure introdotte nella nuova manovra del premierMario Monti, che la presenterà ufficialmente lunedì prossimo alle 16 dopo aver incontrato le parti sociali (sabato) e i leader dei partiti (domenica). Un pacchetto di interventi che, nel complesso, potrebbe avere un peso complessivo di 25 miliardi di euro. Accanto alla correzione del deficit, per circa metà del totale, infatti, ci sarà anche un pacchetto di misure per la crescita. Per reperire risorse, del resto, l’esecutivo starebbe pensando ad un incremento di due punti percentuali delle aliquote Irpef più alte, quelle al 41 e al 43%.
Barche, beni di lusso, patrimoniale leggera e Ici- Sarebbe una delle principali novità che potrebbe contenere la finanziaria anticrisi. Si tratterebbe di tassare i “diritti di stazionamento delle imbarcazioni”, quindi l’imposta non riguarderebbe il possesso di una barca, bensì il suo stazionamento in un porto turistico. Un intervento, quello allo studio, il cui gettito andrebbe a finanziare la prevista riduzione dell’Irap, insieme ad un nuovo e probabile aumento dell’Iva. Questa misura va ad aggiungersi a una patrimoniale ‘leggera’ nell’ambito del cosiddetto ‘pacchetto casa’. Questa misura prevederebbe un meccanismo impositivo progressivo che andrebbe ad incidere su coloro che possiedono più di un’abitazione. Una tassa, quindi, che andrebbe a ‘colpire’ i proprietari di seconde e terze case. Nel pacchetto fiscale, da cui dovrebbe arrivare più della metà del valore della manovra, c’è anche il ritorno dell’Ici sulla prima casa, che avrà un peso specifico più basso di quella eliminata dal governo Berlusconi e sarà contraddistinta da un’ampia ‘manovrabilità’ per i Comuni. Per le entrate, inoltre, arriva l’obbligo di fatturazione elettronica per tutti e la riduzione della soglia per la tracciabilità (con tutta probabilità 500 euro).

Credito di imposta e bonus energia – Arriva un credito di imposta ”per attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale”: varrà il 12% dei costi sostenuti fino a 1 milione di euro. Arriva una detrazione di imposta del 19% per le persone fisiche che dichiarano oltre 100mila euro e investono in fondi di venture capital (normalmente destinati a innovazioni e ricerca) o in start up. Lo prevede la bozza della manovra. L’investimento massimo potrà essere di 1 milione e durare 3 anni. Quindi la detrazione massima è 190mila euro. Verranno prorogate anche negli anni 2012-2013 e 2014, inoltre, le detrazioni dall’imposta lorda per interventi di efficienza energetica.

Aliquote Irpef - Il governo starebbe valutando anche l’aumento delle aliquote Irpef di 2 (ma anche fino a 3) punti per gli scaglioni oggi al 41 e 43% che passerebbero così al 43 e 45%.

Liberalizzazione vendita carburanti - “In materia di sviluppo concorrenziale del settore della distribuzione dei carburanti, i gestori dei singoli punti di vendita di carburante al dettaglio possono liberamente rifornirsi da qualunque produttore o rivenditore”: secondo l’Ansa, sarebbe una delle misure contenute nella manovra.

Pensioni: addio finestra mobile, ipotesi ‘quota 42′ – Pensionamento anticipato per la cosiddetta ”finestra mobile”, alias il meccanismo di decorrenza una volta raggiunti i requisiti per l’accesso alla pensione introdotto con la manovra del 2010 a partire dal 2011. Il meccanismo che faceva slittare di un anno per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi il momento in cui si percepiva effettivamente l’assegno, infatti, dovrebbe essere “assorbito” dai nuovi requisiti per l’accesso alla pensione, che sarebbero innalzati di almeno un anno. Gli anni di contributi necessari per l’accesso alla pensione indipendentemente dall’età dovrebbero essere con tutta probabilità 42 (adesso il requisito è a 40 ma a questo va aggiunto un anno di decorrenza per i dipendenti e 18 mesi per gli autonomi). Scontato il passaggio al contributivo pro rata per tutti dal 2012 e l’aumento delle aliquote per i lavoratori autonomi, ma anche una stretta ulteriore sulle quote per le anzianità e un’accelerazione dell’adeguamento dell’età di vecchiaia delle donne del privato a quella degli uomini e delle donne del settore pubblico.

Sanità e trasporti – Il taglio di 2,5 miliardi di euro al Fondo sanitario nazionale, previsto dalla manovra di agosto per il 2013, potrebbe essere anticipato già all’anno prossimo. E per il 2013 potrebbe arrivare a 5 miliardi di euro. Nel 2012, inoltre, il Servizio sanitario nazionale avrebbe meno costi pari a 600 milioni grazie alla razionalizzazione della spesa farmaceutica, oltre ad una ulteriore riduzione di quasi 1,2 miliardi per il blocco dei contratti al personale. Il Fondo sanitario nazionale, al quale il Patto par la salute 2010-2012 assicurava 104,6 miliardi per il 2010, 106,9 per il 2011 e 108,7 per il 2012, scenderebbe, il prossimo anno, a poco più di 106 miliardi. Tra il 2012 e il 2014, secondo calcoli delle Regioni, complessivamente il finanziamento del Servizio sanitario nazionale subirà tagli per circa 17 miliardi di euro. Non finiscono le pessime notizie per i governatori delle Regioni, che da tempo chiedevano nuove risorse per il trasporto pubblico locale. Quest’ultimo, per il quale sono stati previsti finora trasferimenti solo per 400 milioni di euro, perderebbe dunque più di 1 miliardo e mezzo rispetto agli anni passati. Ai governatori, quindi, toccherà aumentare l’accisa sui carburanti per trovare i fondi utili a finanziare un settore di fondamentale importanza.

Piano carceri – Per la realizzazione di nuove strutture carcerarie “si ricorre in via prioritaria alle procedure in materia di finanza di progetto”. E’ quanto prevede la bozza della manovra che sarà presentata lunedì. I costi di queste strutture possono essere finanziati interamente con capitale privato. La norma ha come obiettivo quello di “fronteggiare la grave situazione di emergenza conseguente all’eccessivo affollamento delle carceri”.

Piano edilizia abitativa – Per gli interventi previsti dal piano nazionale per l’edilizia abitativa arriva una semplificazione: non saranno più necessari decreti del presidente del Consiglio dei ministri ma basteranno decreti del ministro per le Infrastrutture. Nella nota tecnica si stima in “due mesi” la riduzione dei tempi attualmente applicati.
Il Fatto Quotidiano











Nella manovra che approderà lunedì in Consiglio dei ministri, e di cui probabilmente stasera il premier parlerà con Napolitano in un incontro al Quirinale, potrebbe essere contenuta la previsione di una tassa per i beni di lusso e per le barche. 

Allo studio, oltre a uno sgravio sull'Irap, è prevesti anche un aumento delle aliquote Irpef di 2 punti per gli scaglioni al 41 e 43% che salirebbero al 43 e 45%. Non è escluso anche un aumento fino a 3 punti. Si tratta di una misura che fa parte del quadro complessivo al quale sta lavorando il governo ma, spiegano fonti tecniche, potrebbe non essere varata nel pacchetto di lunedì ma arrivare con la delega sulla riforma fiscale. Non si tratterebbe, infatti, di una materia sottoposta ai requisiti di necessità e urgenza necessari per confluire nel decreto. Inoltre, avendo un effetto alla scadenza dei termini di pagamento delle tasse non produrrebbe gettito immediato. 

Inoltre, le autonomie locali saranno chiamate a un ulteriore sforzo in termini di rinunce con tagli ai trasferimenti di circa 3-4 miliardi. Nella manovra, il capitolo tagli alla spesa comporterà una riduzione dei trasferimenti di 2 miliardi alle Regioni (alle voci sanità e personale), 1 miliardo ai Comuni e 500 milioni alle Province.

La decisione del presidente del Consiglio Mario Monti di andare martedì sera a Porta a Porta a spiegare la manovra, insieme con i ministri Corrado Passera ed Elsa Fornero, ha suscitato polemiche tra le forze politiche e sul web. Durissima la reazione di Maurizio Fugatti della Lega. «Il presidente del Consiglio fa un altro sgarbo alla democrazia anteponendo la sua presenza televisiva al dovere istituzionale di riferire in Parlamento», ha dichiarato, «sono ormai giorni che la Lega Nord chiede al presidente Mario Monti di intervenire in Parlamento per illustrare le decisioni che varerà il governo in materia economica». 

Sarcastico invece è stato Osvaldo Napoli. «Invito tutti i colleghi parlamentari a sintonizzarsi, martedì prossimo, con la prima Rete Rai», ha detto il deputato del Pdl. «Con un piccolo accorgimento si può anche evitare una lunga e noiosa discussione parlamentare», ha aggiunto, «sarà sufficiente dotare ogni parlamentare di una macchinetta Auditel modificata: così, insieme allo share potranno essere contati anche i voti dei parlamentari a favore e quelli contrari alla manovra». Per Flavio Arzarello del Pdci, «il berlusconismo sotto quest'aspetto ha prodotto sfaceli, sarebbe giusto che la politica rispettasse prima i suoi spazi e poi quelli della spettacolarizzazione».

«Che tristezza», ha commentato l'Aduc, «ve l'immaginate il presidente Usa, Obama, che spiega le misure del proprio governo sulla Cbs o su Fox?. Sinceramente non ce l'aspettavamo». Ha ironizzato Roberto Rao. «Monti troverà da Vespa anche Paolo Crepet per le lacrime e Francesco Bruno per il sangue? Per i sacrifici basta il maggiordomo», ha scritto su Twitter il deputato dell'Udc. Poi ha aggiunto: «La puntata andrà in onda in prima serata, voglio sperare». Critico anche Ezio Mauro. «Perchè Monti deve spiegare la manovra a Porta a porta? Non è ora di inaugurare nuovi notai, nuovi divani e nuove location?», ha scritto il direttore di Repubblica su Twitter. In difesa della scelta di Monti si è schierato invece Giorgio Merlo. «Credo sia un esercizio inutile, nonchè ridicolo, ironizzare sulla presenza di Monti a Porta a Porta nel presentare la futura manovra economica», ha spiegato il deputato del Pd in una nota, «quello che conta è che vada sulle reti Rai e che dica le cose che vuol fare a tutti gli italiani».






Si tratta sulle pensioni. Interventi su sanità e trasporti.
L'alt della Cgil. Napolitano: coniugare rigore e crescita

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