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giovedì 22 settembre 2011

Roma, serve una vittoria



L. Enrique: "Serve una vittoria
Siamo in debito con i tifosi"

Roma, 21 settembre 2011

Alla vigilia del posticipo con il Siena parla l'allenatore della Roma (1 punto in 2 gare): "E' un'occasione perfetta, i giocatori vogliono saldare i debiti. Al momento le reti non arrivano, ma non ho alcun dubbio che arriveranno". Stekelenburg è out

"Abbiamo bisogno di una vittoria. Contro il Siena è un'occasione perfetta, i giocatori si sentono in debito con i tifosi. Al momento i gol non arrivano, ma non ho alcun dubbio che arriveranno, sono convinto che i miei giocatori segneranno molti gol. È un momento che riusciremo a superare". Luis Enrique "scommette" sul successo della sua squadra domani contro il Siena nel posticipo della terza giornata (la quarta in calendario) e sul fatto che il suo attacco riuscirà a sbloccarsi. "Abbiamo bisogno della vittoria domani come domenica prossima. La squadra sta lavorando bene" ha detto oggi il tecnico della Roma in conferenza stampa.
Gazzetta TV
PAZIENZA — "L'importante è avere un po' di pazienza, mi rendo conto questa è piazza difficile, ma succede in tutte le grandi piazze". Luis Enrique presentando la partita con il Siena rivolge quasi un appello ai tifosi. L'obbligo di vincere domani non aiuta: "Con il Siena è partita difficile per noi, dovremo cercare più occasioni possibile in attacco ma dobbiamo stare attenti, gli attaccanti dovranno anche rientrare e difendere. L'intenzione è la stessa di Milano e delle partite prima, la Roma deve fare sempre la partita. Io schiero la squadra in un certo modo perché per noi è il modo migliore per certi risultati, ma alla fine sono questi che contano più di tutto. Questa è la strada". L'allenatore spagnolo ammette che ci sono "molte cose da migliorare", e che ama mettere i giocatori in concorrenza: "Voglio che i giocatori si guadagnino il posto. Gli attaccanti? Tutti sono bomber, chi giocherà me lo deve dimostrare". Sicura l'assenza di Stekelenburg, ma Luis Enrique non dice chi giocherà: "Ho deciso già chi gioca ma lo voglio comunicare prima la giocatore. Sicuramente uno tra Lobont e Curci".
CIAO GASP — "Mi dispiace per Gasperini, ma noi allenatori dipendiamo dai risultati". Si sono incrociati appena due giorni fa al Meazza e all'ormai ex tecnico dell'Inter rivolge un pensiero anche Luis Enrique presentando la partita di domani della sua Roma con il Siena. Il tecnico giallorosso ha ripetuto che per lui Gasperini "è un allenatore esperto e preparato".
Alemanno e un Di Benedetto, vagamente papale. Ansa
Alemanno e un Di Benedetto, vagamente papale. Ansa
INCONTRO ALEMANNO-DI BENEDETTO — Il presidente in pectore della Roma, Thomas Di Benedetto, ha partecipato ad un incontro con il sindaco della capitale Gianni Alemanno, in merito ai futuri progetti della nuova società giallorossa, con particolare riguardo al percorso da seguire per la costruzione di uno stadio di proprietà. In Campidoglio erano presenti anche Rosella Sensi, assessore alla promozione dei grandi eventi e candidatura olimpica di Roma, il delegato allo sport Alessandro Cochi e l'avv Mauro Baldissoni, membro del cda giallorosso. Alle 15,15 al termine dell'incontro, Di Benedetto ha posato per i fotografi con il primo cittadino e con i membri del corpo della Polizia Municipale, trincerandosi dietro un: "l'incontro è andato bene ci rivedremo presto, Forza Roma".

sabato 17 settembre 2011

L'Inter strappa il pari alla Roma: 0-'0


Inter e Roma crescono
Ma la rete non arriva

Milano, 17 settembre 2011

A San Siro - nell'anticipo serale della 3ª giornata di campionato - i giallorossi dimostrano progressi sul piano della personalità e della manovra, i nerazzurri nella ripresa sfiorano il gol con Sneider, Forlan e Zarate. Ma per le malate di inizio stagione i 3 punti sono rimandati. Stekelenburg k.o.: colpo alla testa di Lucio




A voler essere degli inguaribili ottimisti, là dove c’era solo un cratere, inizia a vedersi un abbozzo di fondamenta. A essere realisti, i lavori sono già tremendamente in ritardo. Inter e Roma escono da San Siro con uno 0-0 che almeno non getta nessuna delle due del baratro e forse fa respirare un po’ i due tecnici.
GASP E LUIS — I lavori in corso continuano, ma con qualche distinguo: le fondamenta dell’architetto spagnolo paiono un po’ più solide, con una squadra che ha un’idea di base, che per 80’ pare migliore e che potrebbe aver meno fretta. Gasperini prova a costruire con materiali pregiati, ma non sempre adatti: la sua Inter mostra sprazzi di gioco per un tempo troppo limitato, poi prevalgono errori e una certa confusione. Le azioni migliori arrivano da lampi dei singoli, ma la palla salvata da Kjaer su tiro di Sneijder, nel finale, poteva valere i tre punti. Zanetti non può festeggiare troppo l’aggancio a Bergomi (756 presenze in nerazzurro), la striscia di 13 vittorie in casa si ferma. Se non altro, è arrivato il primo punto: Gasperini mostra di accontentarsi, quando toglie Forlan e inserisce Muntari, con Pazzini continua a valutare se la panchina sia comoda. Luis Enrique trema all’inizio, quando Stekelenburg resta a terra dopo aver preso un calcio in testa da Lucio (accertamenti al Niguarda) e nel finale, quando l’Inter spinta dal pubblico prova la zampata con Jonathan e Sneijder.
Sneijder e Burdisso. Afp
Sneijder e Burdisso. Afp
 
INTER, SOLO SPRAZZI— L’azzardo iniziale di Gasperini è andare avanti per la sua strada: dopo la parentesi di Champions torna alla difesa a tre e all’assetto visto in Supercoppa, con Sneijder in un centrocampo più folto. Da subito la curva mostra con gli striscioni il suo appoggio a tecnico e giocatori, prendendosela con la società e con chi chiede a Gasp di snaturare il suo gioco. Per un tempo, il primo, è la miglior prestazione dell’Inter in questo triste inizio di stagione. Poi si perdono misure, la squadra si sfilaccia, subentra la paura, e la Roma prende possesso del campo. I tre centrali concedono qualcosa, ma non le decine di occasioni di Palermo, Nagatomo si trova più a suo agio a destra (ma spara alta la palla del possibile vantaggio al 35’). Per un po’ si vede una squadra che si muove di più e meglio, trovando saltuariamente scambi e aperture di gioco sugli esterni. Nella ripresa però (prima della sfuriata finale) Cambiasso e compagni pressano poco e male, i nerazzurri retrocedono e si limitano al contropiede. Davanti si fa ancora fatica: si aspetta l’invenzione di Sneijder, con Milito e Forlan che paiono non riuscire a capirsi (l’uruguaiano è ancora un "estraneo"). Zarate appena entrato, parte in un assolo e sfiora il golaço (sinistro a un pelo dal palo lontano).Inserirlo in un contesto di squadra è la grande sfida.
ROMA, BORINI PROMOSSO — L’azzardo iniziale di Luis Enrique è inventarsi due terzini: piazza a destra Perrotta e a sinistra Taddei. Il brasiliano soffrirà più del 34enne ex azzurro, ma anche perché è preso in mezzo dal duo Nagatomo-Zanetti. Nel complesso, comunque, l’azzardo regge, così come paga piuttosto bene la scelta di lanciare Borini titolare dal 1’. L’Under è il più attivo dell’attacco giallorosso, arriva al tiro più volte e rincula quando serve. Meno attivo Osvaldo, che pure ha due grandi occasioni, in apertura delle due frazioni. A tratti la squadra di Luis Enrique fa vedere il pressing alto e il possesso palla di scuola Barça: intendiamoci, siamo lontani anni luce dagli show degli uomini di Guardiola, ma qualcosa si muove. Totti non è sempre preciso e talvolta si assenta, a centrocampo bisogna ancora trovare la formula giusta: il rispolverato Pizarro si fa apprezzare, e poi rimpiangere quando Gago lo sostituisce. Nel finale subentra la paura, mentre i tifosi interisti se ne vanno da San Siro senza sapere bene cosa fare, se applaudire o fischiare.