mercoledì 1 ottobre 2014

Istat: L'Italia chiuderà anche il 2014 in recessione. Il deprezzamento dell'euro potrebbe aiutare il turismo. Le responsabilità sono molte

      Il Pil chiuderà quest’anno a -0,3% 




L'unica speranza, ormai è chiaro, sono le esportazioni. L'ingresso di turisti stranieri, facilitati dal possibile ed auspicabile deprezzamento dell'euro, è l'ancora di salvezza dell'economia nazionale. Accantonare tutti gli articoli 18, e rivolgersi, con presa di coscienza non ad attirare capitali con la riforma del Senato, ma incrementare il fatturato della più importante industria che noi si conosca: il turismo. Tutti gli addetti, gli enti, gli imprenditori si coalizzino già da oggi, 1 ottobre 2014, che le stagioni già sono iniziate: la invernale è allo
Vita da spiaggia
start regolando i carburatori, ed all' estiva manca un soffio. Cosa si sta facendo, a parte qualche fiera promozionale all'estero e ad una capillare distribuzione di foglietti informativi? Qualcuno, se non lo ha colpevolmente fatto negli anni passati, deve attivarsi già, lo ripetiamo, da questa stessa mattina. Strutture, infrastrutture, target, creare mode e tormentoni, attrrezzarsi a stagioni alternative. Ogni ritardo odorerà di colpevolezza. Sindaci, governatori, albergatori, commercianti, studenti che fanno la stagione e maitres d'hotels, commis e bagnini...tutti dovrebbero domattina presentarsi di fronte a Palazzo Chigi e Monte Cittorio a spiegare a politici e giornalisti che la festa è finita. Che il turismo può prendere per mano questo Paese, come ha, del resto, sempre fatto. Da Berlusconi a Monti, da Letta a Renzi non una parola in questi anni di crisi. Alberghi, appartamenti e campeggi non sono delocalizzabili, sono una risorsa. Gli imprenditori delle spiagge, dei laghi e delle montagne resteranno vita qui a combattere, non trasferiranno i loro stabilimenti, i loro alberghi, le loro sciovie a Detrit od in Romania. Qualche responsabilità, comunque, politici, imprenditori figure istituzionali, nel Triveneto la debbono pur avere. Perdite di arrivi e presenze non sono imputabili alla crisi. Grecia e Spagna insegnano che il turismo è una risorsa. E noi, con Venezia, Cortina, Riva del Garda siamo in difficoltà. Roba da non credere: "Le stelle stanno a guardare".
Imprenditorialità e coraggio politico questa è la richiesta delle genti venete. L'urlo che deve arrivare al Governo ed al Parlamento e portare una sola richiesta: inserire la riforma del comparto turistico in maniera prioritaria. Tempo non ne abbiamo più. Torneremo ad essere un popolo di bagnini, pizzaioli e maestri di sci, ma almeno spiegheremo ai governanti come di governa una località turistica, come sempre si è fatto: rimboccandosi le maniche, come nel dopoguerra.

Gabriele Colautti

Di seguito una rassegna dei commenti odierni, da nessuna parte, nello sforzo di rimettere in questo Paese, sentiamo parlare di turismo. Mamma mia!


La Stampa
La legge di stabilità sarà comunque orientata alla crescita, con la conferma degli 80 euro e «un rafforzamento del taglio del cuneo per le imprese» secondo modalità che sono ancora in via di definizione. Così come è allo studio l’ipotesi lanciata dal premier Matteo Renzi di rendere disponibile il Tfr in busta paga, un «argomento in discussione» taglia corto Padoan. Ci saranno invece con certezza le risorse per avviare il superamento del patto di stabilità interno per gli enti locali. E anche «risorse sufficienti» per avviare «in maniera efficace la riforma del mercato del lavoro. Le coperture per i nuovi ammortizzatori, ha spiegato il ministro, arriveranno «da un insieme di voci, dalla spending review, e da misure dal lato delle entrate, che non significa maggiori imposte ma efficentamento delle entrate, tax expenditur per intenderci e dall’utilizzazione dei margini di bilancio». La revisione della spesa in particolare, ha sottolineato Padoan, «sarà approfondita e servirà ad accrescere la copertura permanente dei tagli di imposte e renderà ulteriormente credibile l’operazione».

L'Huffington Post
Segnali poco positivi anche sul fronte inflazione, che sarà ancora bassa l'inflazione nei prossimi mesi. Nella nota sull'andamento dell'economia italiana, l'istituto di statistica ricorda che "nel complesso, dall'inizio del processo l'inflazione è diminuita di 3,3 punti percentuali, di cui 0,8 nel corso di quest'anno" e sottolinea che "questi sviluppi rendono possibile il permanere dell'inflazione italiana su livelli vicini allo zero nei prossimi mesi". Quanto al mercato del lavoro, "nonostante qualche isolato segnale positivo, non sembra ancora presentare miglioramenti significativi". Non solo: "Il tasso di posti vacanti permane su livelli molto bassi, a sottolineare la prolungata scarsità di posti di lavoro disponibili che sembra divenire una caratteristica strutturale". 

la Repubblica
Difficile trovare spunti positivi pure sul fronte della dinamica dei prezzi: sarà ancora bassa l'inflazione nei prossimi mesi. Nella nota sull'andamento dell'economia italiana si legge che "nel complesso, dall'inizio del processo l'inflazione è diminuita di 3,3 punti percentuali, di cui 0,8 nel corso di quest'anno" e ancora: "Questi sviluppi rendono possibile il permanere dell'inflazione italiana su livelli vicini allo zero nei prossimi mesi".





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