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mercoledì 28 settembre 2011

Berlusconi: "E' per questo che esistono gli amici" (video). Quelle buste con 100mila "euri"

...or a protesy a pompetta...
HORRORE, TERRORE...pelo is material pericolous...



hat's what friends are for (E' per questo che esistono gli amici): sulle note della canzone di Burt Bacharach, resa celebre da Dionne Warwick, Stevie Wonder, Elton John e Gladys Knight, la nuova parodia prende di mira la generosa amicizia che lega Berlusconi a Tarantini

I giudici: Berlusconi ordinava di mentire
"Quelle buste con dentro 100 mila euro"

E lui attacca: "Contro di me tanti sabotatori" 

Per il tribunale del Riesame, il cavaliere "era a conoscenza del fatto che erano prostitute" e va indagato. I soldi a Tarantini, si ipotizza, per indurre a false dichiarazioni. Messaggio a don Gelmini contro "politici, giudici e stampa". L'inchiesta a Bari di CONCHITA SANNINO

giovedì 15 settembre 2011

Ecco il memoriale di Berlusconi "Come e perché pagai Tarantini"


ll Cavaliere scrive: "Ho solo aiutato una famiglia in difficoltà". Il premier ricorda di avere a Roma "una cassaforte dove tengo sempre disponibile una somma in contanti per le mie spese personali. Somme tratte dai miei conti correnti personali e documentabili in ogni momento". Ghedini: "La sede competente è la Capitale". Terza interrogazione firmata da 10 deputati del partito del Cavaliere: "Palma mandi gli ispettori a Napoli".

di DARIO DEL PORTO E CONCHITA SANNINO
ROMA- Cinque pagine firmate Silvio Berlusconi. Cinque pagine in cui il premier mette nero su bianco la sua veritàsul caso Tarantini 1. Cinque pagine che Niccolò Ghedini allega alla memoria inviata ai pm di Napoli e depositata agli atti del Riesame, dove i legali del  premier chiedono la trasmissione a Roma dell'inchiesta che  ipotizza nei confronti di Valter Lavitola e dei coniugi Tarantini il reato di estorsione ai danni di Berlusconi.

Nella memoria il premier ricostruisce come ha conosciuto Tarantini ("mi fu presentato come un imprenditore di successo"), e Lavitola, ("in particolare per la sua attività di giornalista"). Il premier conferma la tesi di aver fornito aiuto economico a una famiglia "che versava in situazione difficilissima" e di aver fatto avere ai Tarantini denaro attraverso Lavitola. Si trattava di somme che variavano tra i 5mila e i 10 mila euro: 5mila per Tarantini e 5mila per la moglie", scrive Berlusconi che precisa di non ricordare "la frequenza con cui ciò è avvenuto", aggiunge che le dazioni "sono avvenute sempre a Roma cosi come gli incontri con Lavitola che soltanto una volta, mi sembra si sia recato ad Arcore". Il premier ricorda di avere a Roma "una cassaforte dove tengo sempre disponibile una somma in contanti per le mie spese personali e
per le necessita che alimento io stesso portando il denaro da Arcore. Somme tratte dai miei conti correnti personali e documentabili in ogni momento".

Sui 500mila euro erogati successivamente e trattenuti secondo la Procura da Lavitola, Berlusconi non ne indica l'ammontare e parla genericamente di finanziamento, precisando di averli consegnati in molteplici tranches dalla primavera di quest'anno fino a prima dell'inizio dell'estate e sempre a Roma. Il premier spiega di aver appreso da Ghedini che Tarantini aveva comunicato all'avvocato Perroni "di non aver ricevuto ancora alcun
finanziamento". Successivamente incontrò Lavitola insieme ai Tarantini: "In tale incontro Lavitola garantì a me e a Tarantini che la somma era effettivamente a disposizione di Tarantini in una banca uruguaiana".

Quanto all'audizione davanti ai pm, ritenuto "superflua" dal premier, la difesa di Berlusconi ritiene che il premier vada interrogato non come persona informata dei fatti bensi come "indagato in procedimento collegato", con riferimento al caso Ruby in corso a Milano. veste che gli consentirebbe di avvalersi dell'assistenza del difensore e della facolta di non rispondere. Ma questa istanza e' stata rigettata dai pm Francesco Curcio, Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli con un provvedimento di quattro cartelle. La Procura non ritiene sussistenti gli elementi rilevati dalla difesa, ma nel ribadire "che l'ufficio si ispira a criteri di massima garanzia e prudenza" spiega che a Berlusconi non sara chiesto di riferire sui fatti al centro dell'inchiesta milanese.

Nel frattempo il Pdl torna a chiedere per la terza volta che il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma mandi gli ispettori alla Procura di Napoli. In una nuova interrogazione, firmata da 10 deputati del Pdl tra cui Luigi Vitali e Francesco Paolo Sisto, si chiede che a Berlusconi venga riconosciuto il diritto alla difesa nell'inchiesta 'Lavitola-Tarantini'. Che invece gli "è stato negato". E si dice che su tale vicenda giudiziaria gli ultimi accadimenti lanciano "una luce non rassicurante sul procedimento con effetti politici gravissimi".

DARIO DEL PORTO E CONCHITA SANNINO


  Ecco il memoriale di Berlusconi    Escort, indagata anche Began  -   foto

Ecco il memoriale di Berlusconi Escort, indagata anche Began - foto

Alla Arcuri: "Vai con lui e avrai San Remo" 
Legge bavaglio, veto di Napolitano a un dl

Bari, documentato lo scambio tra favori sessuali e partecipazione ad appalti. La Procura: 100mila intercettazioni. E da Napoli le carte delle telefonate con il faccendiere Lavitola. Il Pdl a Palma: "Ispettori a Napoli"  di C. BONINI, D.DEL PORTO, G. FOSCHINI e C.SANNINO Commenta

“Sesso per ottenere affari pubblici” Ecco lo scambio fra Tarantini e Berlusconi


I pm di Bari chiudono l'inchiesta escort. Otto indagati, c'è anche l"ape regina" Sabina Began. L'imprenditore della sanità procurava ragazze a pagamento al presidente del consiglio "per ottenere incarichi istituzionali" e rapporti con "Protezione civile, Finmeccanica" e altre società. L'elenco delle ragazze e il "gran rifiuto" di Manuela Arcuri di fronte alla proposta di condurre il Festival di Sanremo. Alcune intercettazioni potrebbero essere molto imbarazzanti per il premier



Sabina Beganovich
C’è anche Sabina Began, detta “l’ape regina” e considerata la “favorita” del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, fra gli indagati nell’inchiesta della procura di Bari sulle escort che l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ha portato nelle residenza del premier Berlusconi tra il 2008 e il 2009. Began è tra le otto persone a cui militari della Guardia di Finanza hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che contiene 28 capi di imputazione. Dagli atti emerge la natura, secondo l’accusa, dello scambio Tarantini-Berlusconi: l’imprenditore forniva ragazze a       pagamento al presidente del consiglio per ottenere incarichi e affari pubblici, per esempio con la Protezione civile e con Finmeccanica.

Tra i destinatari dell’avviso figurano lo stesso Tarantini, suo fratello Claudio, l’avvocato brindisino Salvatore Castellaneta, il referente delle feste berlusconiane a Milano Pierluigi Faraone
, Massimiliano Verdoscia, l’amico di “Gianpi” già condannato in primo grado dal gup del tribunale di Bari a quattro anni e quattro mesi per i coca party organizzati da Tarantini in Sardegna, le soubrette Letizia Filippi e Francesca Lana. 

L’inchiesta sulla “fornitura”di ragazze a pagamento al premier, meglio se “di giovane età e di corporatura esile” si legge negli atti, si riferisce in particolare agli anni 2008-2009. Il reato principale contestato è l’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento della prostituzione. Tarantini si trova attualmente in carcere per iniziativa dei pm di Napoli che indagano sulla presunta estorsione a Berlusconi, orchestrata insieme al faccendiere Valter Lavitola, relativa proprio al caso escort.

Ecco il cuore dell’accusa dei i pm di Bari Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, tratto dall’avviso di chiusura indagini: 

“Tarantini, promotore e organizzatore dell’associazione, al fine di consolidare il rapporto con Silvio Berlusconi (avviato nell’estate del 2008), ottenere per il suo tramite, incarichi istituzionali e allacciare avvalendosi della sua intermediazione rapporti di tipo affartistico con i vertici della Protezione civile, di Finmeccanica spa, di società a quest’utlima collegate (Sel Proc sc., Selex sistemi integrati spa e Seicos spa), di Infratelitalia spa e altre società, provvedeva a:
1) Ricercare le donne, personalmente o per il tramite di altri partecipi, persuadendole a prostituirsi o rafforzando il loro iniziale proposito di prostituirsi, in occasione degli incontri che egli stesso organizzava presso le residenze di Silvio Berlusconi;
2) Selezionare le donne, personalmente o per il tramite degli altri partecipi, secondo specifiche caratteristiche fisiche (giovane età, corporatura esile)
3) Impartire, in occasione di tali incontri, disposizioni sull’abbigliamento da indossare e sul comportamento da assumere;
4) Sostenere le spese di viaggio e soggiorno delle donne proveniente da varie parti d’Italia, mettere loro a disposizione il mezzo per raggiungere il luogo dell’incontro”.
Letizia Filippi
Nell’avviso di chiusura indagini firmato dai pm baresi e dal procuratore capo Antonio Laudati compaiono i nomi delle donne «indotte all’attività di prostituzione esercitata in favore di Silvio Berlusconi». Ecco l’elenco delle ragazze che parteciparono alle “cene” nelle varie residenze del presidente del consiglio: Maria Teresa De Nicolò, detta Terry (palazzo Grazioli), Carolina Marconi, Daniela Lungoci (villa San Martino), Francesca Lana, Hawa Kardiatau, Karen Buchanan (palazzo Grazioli), Camille Charao Cordeiro (Palazzo Grazioli), Barbara Montereale (villa Certosa), Sara Tommasi, Sebbar Fadoua (Palazzo Grazioli), Chiara Guicciardi (palazzo Grazioli), Vanessa di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro (palazzo Grazioli), Maria Josefa De Brito Ramos (palazzo Grazioli), Grazia Capone (Arcore e villa San Martino), Luciana de Freitas Francioli (Arcore), Michaela Pribisova, Maria Ester Garcia Polanco (centro Messeguè di Melezzole), Mariasole Caci (Arcore), Ioana Visan, Barbara Guerra, Patrizia D’Addario (palazzo Grazioli), Sara Tommasi, Lucia Rossini (palazzo Grazioli).

I pm raccontano inoltre del gran rifiuto dell’attrice Manuela Arcuri: “Gianpaolo Tarantini la indusse a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi con la promessa che lo stesso l’avrebbe favorita per la conduzione del festival di Sanremo, non riuscendo a portare a termine il suo proposito a causa del rifiuto opposto della stessa”.

Francesca Lana
Francesca Lana
L’avviso di conclusione indagini, si legge in una nota diffusa dalla Procura di Bari, è stato “già emesso e depositato in data 5 agosto 2011 nell’ambito del procedimento che costituisce uno dei filoni della più vasta inchiesta Tarantini”. Fino all’estate del 2009, quando Tarantini fu arrestato, la Procura aveva raccolto “oltre 100 mila intercettazioni telefoniche”.

La nota precisa anche che ”con riferimento al filone ‘escort’, su concorde decisione dei magistrati componenti il pool investigativo, il sostituto procuratore Eugenia Pontassuglia ha provveduto, tra l’altro, ad ascoltare e selezionare, tra tutte le innumerevoli conversazioni intercettate, quelle ritenute rilevanti ai fini dell’accusa”. Secondo indiscrezioni circolate, diverse intercettazioni dell’inchiesta di Bari avrebbero contenuti molto imbarazzanti per il premier, al di là dell’eventuale rilievo penale, per gli espliciti riferimenti sessuali. Anche per questo Berlusconi avrebbe avuto la necessità di “comprare” il silenzio di Tarantini, secondo l’ipotesi accusatoria dell’altra inchiesta aperta a Napoli.
Il Fatto Quotidiano



Sabina Began: «Sono io il Bunga Bunga»

Filmografia