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domenica 30 ottobre 2011

Di Natale, ci pensa sempre lui

Totò Di Natale festeggia il gol dell'1-0. Epa

Il Palermo si inchina all'Udinese

Il numero 10 segna l'1-0, colpisce una traversa e fa ancora innamorare il Friuli con una paio di giocate da urlo. La squadra di Guidolin fa male con le ripartenze e torna sola al secondo posto. Il Palermo ci prova, ma il mal di trasferta continua


Totò Di Natale festeggia il gol dell'1-0. LaPresse
Totò Di Natale festeggia il gol dell'1-0. LaPresse
C'è Di Natale? Come sta Di Natale? I tifosi dell'Udinese dovrebbero essere informati 24 ore su 24 sulle condizioni del loro fuoriclasse: al primo raffreddore deve scattare l'allarme rosso, quando sta bene si preparino sciarpe e spumanti. Quando c'è Di Natale, infatti, è quasi sempre festa: anche oggi decide lui, contro il Palermo, per la quinta vittoria in campionato. Riscattata la sconfitta di Napoli, quando non c'erano lui (guarda tu che caso) e Isla, un altro dei migliori in campo.
IL DI NATALE SHOW — Lo show del 34enne Totò, in dubbio alla vigilia, comincia presto, con una traversa. Diventa concreto al 38' del primo tempo, quando gira al volo un cross da destra di Basta, firmando l'1-0 (Tsorvas non perfetto). Poco dopo rischia di diventare sublime, quando prova un cucchiaio che finisce di poco fuori. Nella ripresa è costantemente pericoloso nei contropiede dei suoi, e fa innamorare tutti con un tacco al volo con cui spalanca la porta per Armero: tiro sul palo. Applausi per il candidato italiano al Pallone d'Oro, tre punti e secondo posto per l'Udinese.
Per Di Natale sette gol in questo campionato. Epa
Per Di Natale sette gol in questo campionato. Epa
ISLA, ASAMOAH E GLI ALTRI — Di Natale e Udinese si esaltano a vicenda: la squadra di Guidolin interpreta la solita gara di ripartenze letali e sovrapposizioni sulle fasce, impreziosiste dalle giocate del suo fuoriclasse, ben supportato da Floro Flores. L'asse di destra Basta-Isla è assolutamente dominante (gran partita del cileno), Armero è il solito treno, anche se coi piedi non è sempre precisissimo. Asamoah recupera decine di palloni, i friulani nella ripresa costruiscono almeno 6 chiare occasioni da gol: è un caso che i gol segnati non siano di più. A tenere la porta inviolata per un'altra volta ci pensa Handanovic: un paio di interventi decisivi. I bianconeri tornano al secondo posto, a distanza di un punto dagli altri bianconeri, quelli di Torino.
Isla e Balzaretti in contrasto. LaPresse
Isla e Balzaretti in contrasto. LaPresse
PALERMO, TABÙ TRASFERTA — Mangia prova a limitare il centrocampo dell'Udinese rinforzando il suo, con Aguirregaray e Zahavi che trasformano il 4-3-3 della fase offensiva in un 4-5-1 quando i rosanero non hanno palla. Nonostante l'abbondanza, in mezzo si soffre, viste le perfette sovrapposizioni degli avversari. Nelle azioni d'attacco Miccoli è un po' troppo solo, nonostante Zahavi mostri le sue qualità. L'israeliano mette in crisi un paio di volte Benatia e costringe Handanovic al solito mezzo miracolo su un tiro all'angolino. Qualcosa cambia con l'Ingresso di Ilicic: lo sloveno è in giornata sì, parte subito con alcune serpentine e reclama anche un rigore che poteva starci. Il Palermo nel complesso non gioca una cattiva gara, crea abbastanza pur concendendo molto ai contropiede dell'Udinese: i numeri però dicono che il mal di trasferta continua.
Valerio Clari per la Gazzetta dello Sport

domenica 25 settembre 2011

Nessuno in fuga, Juve ed Udinese avanzano solo di un punto




Destro e Calaiò da applausi
Il Siena spazza via il Lecce

domenica 11 settembre 2011

Le minchiate dell'Inter ed il Palermo ne fa 4 (a3)



 Gasperini parte male, è festa Palermo 

Gasperini parte male, è festa Palermo 

Grande esordio del tecnico Mangia sulla panchina dei rosanero: vince 4-3 contro l'Inter.  Doppietta di Milito, poi due gol di Miccoli, Hernanez e Pinilla; Inutile la rete di Forlan. Sneijder parte in panchina poi il tecnico ci ripensa e dopo 33' lo manda in campo al posto di Zarate
BLOOOOG! Campionato divertente, è partito bene di FABRIZIO BOCCA
VISTI DALL'ALA Conte non può nascondersi di MASSIMO MAURO



Inter, che brutta partenza!
Palermo da sogno: 4-3

PALERMO, 11 settembre 2011

Parte male l'avventura di Gasperini sulla panchina nerazzurra: al Barbera grande vittoria della squadra di Mangia. I gol: 33' e 51' rigore Milito, 49' e 86' Miccoli, 54' Hernandez, 88' Pinilla, 91' Forlan



Due volte avanti con una doppietta di Milito, i nerazzurri concedono un mare di occasioni e perdono malissimo: show di Miccoli (due gol e un assist), in gol anche Hernandez e Pinilla. Inutile il primo centro di Forlan, tanti interrogativi sull'assetto della squadra di Gasperini



La gioia del Palermo, la delusione dell'Inter. IPP
Di sicuro non ci si annoia. Alchimie tattiche? Primo non prenderle? Organizzazione ed equilibrio innanzi tutto? Macché. Palermo-Inter è una partita giocata ai mille all'ora, senza paura e quasi sempre senza criterio. Il campo sembra grande come quello di Holly & Benji, ogni palla persa a metà campo porta un uomo solo davanti al portiere. Alla fine vincono i rosanero, e in fondo meritano, perché a sfruttare meglio l'anarchia sono loro, e perché per lunghi tratti mostrano un'idea di base più convincente. La doppietta di Fabrizio Miccoli, condita da un assist, oscura quella del Principe Milito, la rete di Hernandez aveva riportato la gara in parità, quella di Pinilla la chiude definitivamente, nonostante il primo centro di Forlan nel finale. Mangia debutta sulla incandescente panchina del Palermo con una mezza impresa che gli garantirà un po' di tranquillità, Gasperini affonda subito.
Miccoli festeggia il 3-2 su punizione. LaPresse
Miccoli festeggia il 3-2 su punizione. LaPresse
 
PIOGGIA DI GOL — Sette gol, una pioggia di occasioni in una gara che specie nel secondo tempo vede squadre lunghissime ed errori a raffica: non c'è male come inizio di stagione. L'Inter ritrova la vena realizzativa di Diego Milito: al 33' Il Principe si trova al posto giusto sulla conclusione dal limite di Stankovic (su azione di corner). Devia d'istinto, come succedeva due stagioni fa, e fa 1-0. Poi si impossessa della palla al momento di calciare il rigore, che avrebbe meritato un minuto prima (mano di Migliaccio sulla sua conclusione) ma che Brighi concede per fallo di Silvestre su Samuel. Poco prima (3' s.t.) Miccoli aveva trovato il pareggio: merito di uno stop sontuoso sul lancio in verticale di Acquah (appena entrato). Il destro su Julio Cesar in uscita vale il primo pareggio, il secondo arriva al termine di una bella azione palla a terra, con Ilicic che sfonda per vie centrali e serve Miccoli: cross basso per Hernandez che spinge dentro. Da lì in poi saltano gli schemi, le squadre ai 40° si allungano e le occasioni si sprecano: Miccoli trasforma una gran punizione, Julio Cesar si abbassa incomprensibilmente su un tiro da fuori di Pinilla, Forlan trova un triste primo gol su assist di Sneijder. Risultato? Quattro a tre.
L'esultanza di Hernandez. LaPresse
L'esultanza di Hernandez. LaPresse
INTER SBALLOTTATA— Se prendi quattro gol la difesa finisce ovviamente sotto accusa. I fucili erano già puntati sull'assetto a tre dietro: ora spareranno, anche se la cosa più preoccupante pare l'assenza totale del centrocampo. L'Inter è divisa in due tronconi e appena recupera palla il Palermo trova Lucio o Samuel (quando ci sono) come unicii ostacoli prima del tiro. Poi ci sono le scelte degli uomini. L'esilio in panchina di Wesley Sneijder dura poco più di mezz'ora. Al 35' Gasperini rischiama un disastroso Zarate, che fino a lì aveva ballato in un mondo a lui sconosciuto (la fase difensiva) e che aveva sbagliato quasi tutti i pochi passaggi tentati. Sneijder si piazza a sinistra, mandando Forlan a destra. Wesley dimostrerà di poter far male anche partendo da lì, saltando con regolarità l'uomo, innescando l'azione che porterà al rigore del 2-1, e servendo a Forlan la palla per il 4-3. E' praticamente l'unico lampo dell'uruguaiano, che aveva toccato pochi palloni e sballato due conclusioni. E se Milito ha ritrovato il fluido del gol, Cambiasso non è tornato quello del triplete: lui e Stankovic non la vedono mai, e quando Gasp toglie l'argentino, lo sostituisce con Alvarez, che porta palla ma fa ancora meno filtro. Arriveranno altri due gol al passivo. In più, il gioco spettacolare del Genoa di Gasperson non si vede davvero mai.
Grande azione per il 2-2. Ansa
Grande azione per il 2-2. Ansa
PALERMO ARREMBANTE — Il Palermo è diligente nel 4-4-2 di Mangia, in cui solo Ilicic ha talvolta la libertà di accentrarsi. Ed è impressionante nella sua sfuriata iniziale, quando pressa altissimo, chiudendo l'Inter nella sua metà campo e recuperando palloni nei primi due-tre secondi del possesso avversario (dando così anche un barlume di senso alla frase di Zamparini "Mangia è il nostro Guardiola"). Hernandez e Miccoli sembrano subito in palla, dialogano nello stretto e nei primi 30' evitano l'anticipo dei difensori e si lanciano vicendevolmente negli spazi aperti. Quando poi nella ripresa i rosanero sembrano sulle ginocchia trovano nuova linfa con l'inserimento prima di Acquah e poi di Bertolo, anche se i tre punti portano la firma chiara di fabrizio Miccoli. Questo Palermo comunque a una impostazione di base, sa sfruttare Balzaretti e ha una gran voglia. L'Inizio è convincente.